Il mestiere delle cose / What things do

En réalité, l’œuvre d’art est une sorte de distillation.
(Paul Valéry)

untitled | ©2024 Simone Luchetti
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Uno spunto, un’idea più o meno focalizzata: solitamente parto da lì. Poi capitano cose. Cose che una volta capitate non possono essere ignorate. Si potrebbe fingere, certo, ma non inciderebbe molto: lì sono e lì restano. È qualcosa che prima non c’era e con cui fare i conti. D’altra parte è così: capitare è il mestiere delle cose.

Senza motivo alcuno, mentre controllavo chassis e altri aggeggi, penso a Paul Valéry e al suo pensiero sulle relazioni tra forma e movimento. …Cose che capitano.

“Qui, per cortesia. Facciamo due test in digitale… vediamo i flash e il resto”. Sto mentendo spudoratamente. Diciamo una bugia bianca: non avrei saputo spiegare ciò che nemmeno io avevo chiaro, tanto che una volta riaperti i file, a distanza di un paio di mesi, sono necessariamente andato a togliere un po’ di polvere a Valéry.

Forma e movimento sono strettamente interconnessi. Questo ricordavo.
La forma è dinamica, riflette il movimento del pensiero, del corpo e della natura. Questa relazione è una “lirica delle forme” e rappresenta l’estetica poetica dell’ultimo dei maledetti, dove ogni gesto creativo è un atto di trasformazione continua.

“La poésie est un acte dont le but est de donner une forme.” (1)
“Tout ce qui est clair est formel.” (2)


La forma è l’inizio e la fine di ogni cosa. In arte come in natura, tutto ciò che ha un’esistenza significativa possiede una forma ben definita.

“Le problème est de donner une forme vivante à la pensée, comme la pensée donne forme à la vie.” (2)


Valéry vede la forma intrinseca al valore estetico e ontologico dell’arte ed il processo creativo un atto di pensiero tanto quanto di espressione artistica. Quindi la forma non è solo estetica, ma anche intellettuale.

Nei Cahiers3, pubblicati postumi, emerge come Valéry consideri la forma il risultato di una azione, non qualcosa che la precede. Nella sua concezione del pensiero e della creatività come processi in continua evoluzione la forma è intrinsecamente dinamica, sempre in divenire, modellata dal movimento del pensiero e dell’immaginazione.

Il pensiero è una danza della mente; ogni movimento, ogni gesto mentale, crea e ricrea forme. Le analogie tra il movimento corporeo e il movimento del pensiero nella creazione artistica hanno probabilmente origine proprio nella passione di Valéry per la danza che definisce come la poesia dei movimenti del corpo e la poesia, a sua volta, come la danza dei movimenti del pensiero.

Forma e movimento si correlano anche in natura. La natura è un continuo gioco di forme e movimenti e, con i suoi cicli e trasformazioni, rappresenta una fonte di ispirazione per comprendere la relazione tra forma e movimento.

“En réalité, l’œuvre d’art est une sorte de distillation.” (2)

A cue, a focused idea: I usually start from there. Then things happen. Things that once they happen cannot be ignored. You could try to ignore them, but it wouldn’t make much difference: they’re there and they’re not going away. It’s something that wasn’t there before and it needs to be dealt with. On the other hand, that’s how it is: things just happen.

As I was checking chassis and other stuff, I suddenly thought of Paul Valéry and his ideas about form and movement.

“Here, please. Let’s do a couple of digital test shots… just to check the strobes…” – I was lying through my teeth… but it was a white lie. I couldn’t have explained what even I didn’t understand. So much so that once I reopened the files a couple of months later, I went to take some of the dust off Valéry.

The relationship between form and movement is a fundamental aspect of Valéry’s philosophy. Form is dynamic and reflects the movement of thought, body and nature. This relationship can be described as a ‘lyric of forms’ and represents Valéry’s poetic aesthetic, where every creative gesture is an act of continuous transformation.

“La poésie est un acte dont le but est de donner une forme.” (1)
“Tout ce qui est clair est formel.” (2)


Form is the beginning and the end of everything. In art as in nature, everything that has a meaningful existence possesses a well-defined form.

“Le problème est de donner une forme vivante à la pensée, comme la pensée donne forme à la vie.” (2)


Valéry sees form as intrinsic to the aesthetic and ontological value of art and the creative process as much an act of thought as of artistic expression. Consequently, form is not merely an aesthetic phenomenon; it is also an intellectual one.

In his posthumously published Cahiers3, he considers form to be the result of an action, rather than something that precedes it. In his conception of thought and creativity as processes that are perpetually evolving, form is inherently dynamic. Form is always becoming, shaped by the movement of thought and imagination.

For Valéry, thought is a dance of the mind; every movement, every mental gesture, creates and recreates form. The analogies between bodily movement and the movement of thought in artistic creation probably originate from Valéry’s passion for dance, which he defines as the poetry of bodily movements and poetry, in turn, as the dance of thought movements.

Form and movement also correlate in nature. Nature is a continuous interplay of forms and movements, and, with its cycles and transformations, is a source of inspiration for understanding the relationship between form and movement.

(1) Valéry, Paul. “Variété I“. 1924. Paris.
(2) Valéry, Paul. “Introduction à la méthode de Léonard de Vinci“. 1934. Paris.
(3) Valéry, Paul. “Cahiers 1894-1914. 1957-1961. Paris.

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