Frank Zappa e il bianco e nero

© 2023 Simone Luchetti
© 2023 Simone Luchetti
ITAENG

Frank Zappa componeva di notte perché era convinto che il suono sarebbe stato diverso (rispetto al risultato che avrebbe avuto di giorno)
Diceva che suonava meglio perché di giorno l’aria è agitata da tutta la luce del sole ed ogni cosa è in uno stato generale di agitazione.

Il bianco e nero è qualcosa di simile.
Il bianco e nero sottrae associazioni culturali e psicologiche veicolate dal colore lasciando uno spazio dialettico ad espressioni ed interpretazioni più aperte e simboliche.

Fu probabilmente il matematico britannico John Herschel a coniare il termine “fotografia”, scrivere con la luce, metafora di conoscenza, comprensione, verità, nitidezza, gioia, successo, positività, speranza, felicità, ecc. 

Perché non acluografia1 quindi? Come matita su carta!

Potremmo rivendicare hegelianamente che la luce stessa possa essere giustificata esclusivamente sulla base del rapporto dialettico che instaura col suo contrario, l’oscurità.
Uno spazio dialettico in cui potremmo (e – dico io – dovremmo) misurarci nella produzione fotografica. Uno spazio percorribile al pari di ogni altro dualismo polarizzante.

La storia non si fa con i “se”. Tuttavia, ragionando per ipotesi, supponiamo per un istante che la fotografia fosse stata inventata già a colori. Potremmo sostenere che l’esistenza e la necessità di tale spazio dialettico avrebbe fatto comunque emergere il bianco e nero?

Buon 2024 di chiaroscuri a tutti.


1. Preferibile a scotografia, già usato per radiografia.

Frank Zappa and Black and White Photography

Frank Zappa composed at night because he believed the sound was different from the day.
He thought the absence of sunlight and general agitation made the music sound better.

I believe that this could also apply to black and white photography.
In black and white photography the lack of cultural and psychological associations conveyed by color allows for more open and symbolic expressions.

It was probably the British mathematician John Herschel who coined the term ‘photography’, writing with light, a metaphor for knowledge, understanding, truth, sharpness, joy, success, positivity, hope, happiness, etc.

Why not acluography1 instead? Like pencil on paper!

We could argue, Hegelian-style, that the light can only be justified by the dialectical relationship it establishes with its opposite, the darkness.
Therefore, there is a dialectical place in which to measure ourselves in photographic production.
A space that is accessible on a par with any polarising dualism.

“What ifs” on history are a big friggin’ waste of time, but we can reason by hypothesis. So, a question arise: would the need for this dialectical space have led to the use of black and white photography, even if color photography had already been invented?

I whish an happy 2024 of chiaroscuros to you all.


1. The term scotography is already in use for radiography.

Condividi
«